L’evoluzione delle interazioni umane nel ventunesimo secolo ha portato a una trasformazione radicale del nostro tessuto connettivo, dove la presenza fisica viene spesso sostituita da interfacce asettiche. Questo fenomeno, pur offrendo una connessione globale, rischia di erodere la nostra capacità di percepire la realtà attraverso i sensi, rendendo necessario un ritorno alla concretezza. Per approfondire come ritrovare questa dimensione materica potete scopri di più attraverso piccoli gesti rituali.
La neurochimica del contatto e il vuoto digitale
La scienza suggerisce che le relazioni virtuali, sebbene intense a livello cognitivo, spesso non riescono a stimolare la produzione di ossitocina nello stesso modo in cui accade durante un incontro fisico. Il cervello processa le notifiche e i messaggi come micro-ricompense dopaminergiche, creando u…
L’evoluzione delle interazioni umane nel ventunesimo secolo ha portato a una trasformazione radicale del nostro tessuto connettivo, dove la presenza fisica viene spesso sostituita da interfacce asettiche. Questo fenomeno, pur offrendo una connessione globale, rischia di erodere la nostra capacità di percepire la realtà attraverso i sensi, rendendo necessario un ritorno alla concretezza. Per approfondire come ritrovare questa dimensione materica potete scopri di più attraverso piccoli gesti rituali.
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